Il riso a Basiglio

“Questo lavoro era molto faticoso, alle cinque del mattino si era già nell’acqua a piedi scalzi”

La coltivazione del riso è stata introdotta nel territorio di Basiglio già nel ‘400. Il primo documento che attesta la presenza di questa coltura è datato 25 settembre 1475 ed è una lettera di Galeazzo Maria Sforza in cui promette, al duca di Ferrara, 12 sacchi di riso.

La coltivazione del riso è diventata, nei secoli successivi, un importante fenomeno nelle zone delle pievi del Milanese, tanto da coprire circa il 30-35% della superficie sfruttabile di Basiglio e Vione. Anche perché la pianta era la più adatta a crescere in terreni paludosi ed era in grado di nutrire un maggior numero di persone. Oltre a essere di grande importanza agricola, la coltura del riso è una sofisticata opera d’ingegneria idraulica, che testimonia la capacità dell’uomo di modificare l’ambiente a fini produttivi.

Una necessità che diventa tradizione: nella semina e raccolta del riso erano coinvolte molte donne, che lavoravano nella stagione di “mondariso” e venivano chiamate le “mondine”. Risiedevano nelle cascine basigliesi per tutto il periodo della monda (diserbo), da maggio fino alla prima settimana di luglio, e appena albeggiava erano già nell’acqua a piantare il riso e a strappare le erbe infestanti che avrebbero rovinato la coltura.

Nel dopoguerra tante mondine scendevano tra Vione e Basiglio a fare la stagione e dovevano finire a inizio luglio, perché la seconda domenica del mese c’era la festa di Basiglio e il riso doveva riposare, per poi essere raccolto a settembre.

Ogni anno tra le cinquanta e le cento donne in ogni “camera” (sezione del vivaio del riso) camminavano all’indietro per seminare le piante nel terreno viscoso “Quando si pianta ci si deve spostare indietro con il sedere”.

“Le mondine sono andate via dopo il ’62, perché la CEE ha imposto il quantitativo massimo di riso, quindi ora qui non ci sono più risaie e non servono più le mondine. Ora per togliere le erbacce usano il diserbante e per raccogliere il riso e pulirlo basta una macchina”.